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domenica 5 giugno 2016

L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982



L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

34 anni son  trascorsi da quel tragico martedì dell’8 giugno, quando la mano della mafia crivella con diversi  colpi di pistola il Nostro Concittadino Vincenzo Enea.
La Giustizia ha emesso la sua  sentenza  di condanna peraltro confermata dalla Corte di Appello di Palermo il 19 febbraio 2015 e depositata il 17 agosto 2015.
L’attenta lettura della sentenza fa emergere una storia “non scritta”  che a partire dagli anni settanta è stata appannaggio della mafia e della criminalità organizzata con la benevola compiacenza di PUBBLICI Amministratori, una storia fatta di “violenza e prevaricazione”.
Ad oggi, c’è da chiedersi e mi chiedo:
Cosa è cambiato dal punto di vista culturale, negli atteggiamenti e nei comportamenti dei Cittadini di Isola delle Femmine?
Di PIU’
Cosa è cambiato, ad oggi, in chi è delegato a gestire la cosa pubblica nel rispetto delle regole e della legalità?
Non è di certo con il protagonismo e il presenzialismo  del personaggio di turno (che è quasi sempre il medesimo personaggio) o qualche regolamento in più  che si ristabilisce la legalità  e il rispetto delle regole. C’è da chiedersi se non rappresentino delle  mosse astute, tese ad  apparire come mere “operazioni di facciata” .
Per una vera “Rivoluzione” oggi è importante che i Cittadino diventino i veri protagonisti che diventino i fautori della legalità e della lotta alla mafia, I Cittadini, devono loro scrivere la storia, raccontandosi i fatti e i misfatti di Isola delle Femmine devono avere il coraggio di urlare a squarciagola NOI SIAMO LA STORIA.   

Pino Ciampolillo

Fatti e misfatti  ricorrenti tra loro e concatenati:

·         L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

  •  IL PIANO REGOLATORE GENERALE 1977 D.A. 8
  • Norme di Attuazione D.A. 83 1977 per le zone B D   mentre per le zone stralciate D.A. 121 1983 venne  approvata la perimetrazione relativa alle zone C espansione residenziale attraverso le lottizzazioni
  •  Regolamento edilizio delibera Consiglio Comunale n 20 29 gennaio 1982
  • La decimazione della Giunta  con arresti dell’ 11 ottobre 1984
  •  L’incendio all’ufficio tecnico del Comune novembre 1979
  •  LOTTIZZAZIONI EDILIZIE a partire dal 1985  Di Matteo Pietro e altri, Tourist Holliday,La Paloma, Lo  Bianco, Don Bosco, la Calliope ……… cementificati oltre 100 mila metri quadrati del territorio di Isola delle Femmine 
  •  Piani Particolareggiati  scaduti maggio 2002
  •  ADDIO PIZZO 5 2010
  • Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel 2012



LA SENTENZA  di Appello n 6 2015 depositata il 17 agosto 2015   

….tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, i clan mafiosi operanti nella zona che ricomprendeva anche ISOLA DELLE FEMMINE avevano messo le mani sulle attività  edili del territorio, e tramite l’uso del PRESTANOME nelle imprese mafiose nonché di TECNICI e di AMINISTRATORI  compiacenti intendevano sbaragliare la concorrenza di imprenditori “liberi” quali Enea Vincenzo, anche attraverso l’uso della forza.

L’impegno dell’edilizia è un dato che contraddistingue la Cosa Nostra dell’epoca, secondo dati verificati in numerosi processi relativi a quel periodo e poi rielaborati in numerosi contributi della letteratura socio-criminologica che porteranno alla approvazione della legge Rognoni-La Torre proprio del settembre 1982.

Quel fenomeno sancisce il passaggio dalla “mafia tradizionale” alla “nuova mafia”; e spiega l’attivismo delle cosche sui mercati legali e non degli anni settanta, evidenziando il peso di significative sinergie: capacità di organizzare i fattori della produzione (capitale e lavoro), a cui si collega l’uso strumentale della forza intimidatoria derivante dai vincoli associativi, come si evince anche dall’esame del presente processo.

In altri termini, proprio a partire dagli anni settanta si registra anche nei luoghi come ISOLA DELLE FEMMINE un “salto di qualità” dell’azione di Cosa Nostra, legato all’urbanizzazione susseguente all’abbandono delle campagne. Le cosche spostano i loro interessi. 

Dall’economia agricola passano al settore commerciale e industriale. I particolare intervengono nel campo dell’edilizia e dei lavori pubblici. Si perfeziona così un nuovo modello di impresa mafiosa. Radicamento ed espansione sono propiziate da disponibilità finanziarie elevate, che vengono dai traffici illeciti (armi,droga, estorsioni, usura): dal ridotto costo del lavoro, grazie all’intimidazione violenta dei lavoratori e dei sindacalisti; dalla riduzione dei costi di corruzione e dalla creazione di barriere all’entrata (con l’istituzione di cartelli, ad esempio nel settore dei PUBBLICI APPALTI); dallo scoraggiamento della concorrenza con forme subdole di violenza e prevaricazione.

Scoraggiamento della concorrenza con  violenza e prevaricazione  sistematica sono i dati che emergono dalla storia imprenditoriale degli ultimi anni di Enea Vincenzo, penalizzato dallo sconfinamento del complesso alberghiero Costa Corsara riconducibile ad una a società come B.B.P. infiltrata in logiche mafiose ………………………………………………………………… ……………………………….

All'esito dei primi accertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26 ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

 - il clima di intimidazione diffusa attorno alla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamento reticente;

-la convinzione che il soggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini della individuazione  dei responsabili dell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima, Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco del padre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che il motivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggere i suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborare con le autorità competenti;


- il movente dell'omicidio collegato ai rapporti economici  intercorrenti  tra Enea Vincenzo e D'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli di imprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimine organizzato.









POMIERO,BBP SNC,BRUNO FRANCESCO,MUTOLO,RICCOBONO,MACALIZZI,NAIMO,ENEA VINCENZO,VASSALLO GIUSEPPE,COPACABANA,BADALAMENTI,SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE,ARRESTI DELA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE,PRG,PIANI PARTICOLAREGGIATI,1982,


1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,



L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

domenica 9 marzo 2014

LA PASSEGGIATA ISOLANA DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA DELLA REGIONE SICILIANA

LA PASSEGGIATA ISOLANA DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA DELLA REGIONE SICILIANA

 
COMMISSIONE REGIONALE ANTIMAFIA A ISOLA DELLE... di isolapulita


 
EX SALA CONSIGLIARE PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER
INFILTRAZIONI MAFIOSE (NOVEMBRE 2012) 



LA PASSEGGIATA


Nella sala biblioteca del Comune di isola delle Femmine si è svolta  nella mattinata di giovedì 6 marzo  un’audizione della Commissione Regionale Antimafia della Regione Sicilia.

L’audizione  svoltasi su richiesta dei Commissari che reggono attualmente le sorti del nostro Comune

Aveva l’intento di ???????????????????????????

DIRITO DI PARTECIPAZIONE ?????????????????????

IL PRESIDENTE MUSUMECI: A ISOLA SONO  SOSPESI I DIRITTI DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA DELLA CITTADINANZA …….”(è apparso subito  chiaro visto le persone invitate la volontà di  limitare la partecipazione alle persone coinvolte o citate nel decreto di scioglimento o citate nelle nelle ordinanze di custodia)

NON CI RESTA CHE APPROFITTARE DELLE DICHIARZIONI UFFICIALI DEL PRESIDENTE MUSUMECI:  “ Noi siamo chiamati a vigilare sulla P.A. Regionale  e sugli Enti sottoposti, al controllo della Regione,  in relazione  alle  infiltrazioni , ai condizionamenti alle sollecitazioni che arrivano dall’esterno dal mondo della criminalità organizzata della mafia  della ilegalità in generale::::”

“Bisogna Bonificarla…….Bisogna renderla IMPERMEABILE ad ogni tipo d condizionamento ….”

I Componenti della Commissione Antimafia siamo certi che  conoscono  le  “CRITICITA”  ed  i RESPONSABILI-“BUROCRATI”    ELENCATI PUNTIGLIOSAMENTE  nel decreto di scioglimento del Consiglio Comunale.


QUELLE STESSE CRITICITA’ PER I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE PERMANGONO  E CONTINUANO A BLOCCARE OGNI TIPO DI INIZIATIVA DI LEGALITA’ DELL’ENTE COMUNALE COMMISSARIATO  Nulla SEMBRA cambiato!



IL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE RIVELA CHE PER LA SUA  POSIZIONE GEOGRAFICA IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE  VICINO AL CAPOLUOGO E POSTO LUNGO LA FASCIA COSTIERA   proprio per  QUESTO IDONEO A DIVENIRE IL FULCRO DI INTERESSI ECONOMICI DI COSA NOSTRA, PRIMI FRA TUTTI IL RACKET DELLE ESTORSIONI E LE SPECULAZIONI EDILIZIE.


“ACCANTO ALLA “PRESENZA” DEL CITATO CAPO FAMIGLIA, NEL CONTESTO CRIMINALE CHE PER ANNI HA ESERCITATO LA SUA INFLIUENZA  SUL TERRITORIO NEL QUALE RICADE IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE EMERGONO ANCHE LE FIGURE DI “OMISSIS” “OMISSIS”  E “OMISSIS”

SONO  quegli stessi  OMISSIS CHE SALGONO E SCENDONO LE SCALE DEL NOSTRO COMUNE!!!!!!!!!!!!! Nulla SEMBRA cambiato!


IL PRESIDENTE MUSUMECI: “Noi riteniamo,   non si è verificato qui ma altrove si, che assieme agli organi politici  debbanon essere neutralizzati i  VERTICI DELLA BUROCRAZIA.
NON HA SENSO MANDARE A CASA UN SINDACO , UNA GIUNTA, UN CONSIGLIO COMUNALE E LASCIARE PER ESEMPIO AL PROPRIO POSTO ALCUNI VERTICI BUROCRATICI, CHE MOLTO SPESSO CHE NON E’ IN CASO DI ISOLA ALMENO FINO A QUESTO MOMENTO NON NE ABBIAMO NOTIZIA IN TAL SENSO,  FANNO DA CERNIERA FRA IL POTERE MALAVITOSO DA UNA PARTE E IL POTERE POLITICO AMMINISTRATIVO DALL’ALTRO.

IL vice  PRESIDENTE FERRANDELLI: “…invece l’infiltrazione stà proprio all’interno dell’Ufficio Tecnico che ppoi permangono alla gestione Commissariale e permangono nonostante lo scioglimento…”


DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE:  INOLTRE, AI FINI DELLA VALUTAZIONE DI CUI ALL’ART. 143 CO.  5  D.LGS.  267/00, SI SOTTOPONE ALL’ATTENZIONE  LA  FIGURA  DELL’ARCH.”OMISSIS”, RESPONSABILE  DELL’UFFICIO  TECNICO  COMUNALE   -SETTORE   LL.PP.   E MANUTENZIONI, GIA’ RESPONSABILE  DEL  SETTORE  URBANISTICA  (FINO  AL 22/3/2011).
Alcuni beni immobili appartenenti  al  “Omissis”,  in  esecuzione  di provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo  -  Ufficio  Misure  di Prevenzione, nel  2009  sono  stati  oggetto  di  sequestro,  poiche’ riconducibili alle famiglie mafiose “Omissis” e “Omissis” di Palermo.  Come  gia’  detto,  “Omissis”,  impiegata  presso   il   II   settore “Economico-Finanziario” - 2° servizio “patrimonio - provveditorato  - economato  -  servizi  in  convenzione”  in  qualita’  di   applicato esecutivo, attualmente in servizio presso la Polizia Municipale quale ausiliario del traffico, e’ sorella dell’ex Sindaco “Omissis”  ed  e’ stata stabilizzata in data 1° novembre 2003, quando quest’ultimo  era Sindaco di Isola delle Femmine mentre “Omissis” era Vice Sindaco.  “Omissis”, impiegato presso  il  I  settore  “Amministrativo”  -  4°.  servizio “relazioni  con  il  pubblico  -  comunicazione  pubblica  - ufficio notifiche”, e’ cognato dell’ex Sindaco “Omissis”. Il rapporto di parentela deriva dal fatto che il “Omissis” ha sposato  “Omissis”, sorella di “Omissis” e di “Omissis”. Anche lui e’ stato  stabilizzato in data 1° novembre 2003 quando “Omissis” era Sindaco e “Omissis” era Vice Sindaco.



CIO’ DETTO I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE DEVONO AVVALLARE QUESTO STATO DI ILLEGALITA’??????



DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE:  PAG 71 Le criticità (appositamente create) di funzionamento di tutti i Settori dai TRIBUTI all'URBANISTICA alla MANUTENZIONE al settore degli APPALTI :

Alla luce  di  tutto  quanto  esposto,  ad  avviso  dello  scrivente, l’attivita’ svolta dalla Commissione d’indagine ha posto in  evidenza la sussistenza presso il Comune di Isola delle  Femmine  di  elementi soggettivi ed  oggettivi,  sintomatici  di  un  notevole  livello  di infiltrazione unitamente alla potesta’ di  condizionamento  da  parte della  criminalita’  di   stampo   mafioso,   tanto   nei   confronti dell’apparato burocratico quanto, soprattutto, degli esponenti  della compagine politica.
Tali elementi appaiono concreti, univoci e  rilevanti  sia  sotto  il profilo soggettivo - essendo presenti  collegamenti  e  parentele  di componenti Ia Giunta ed il Consiglio nonche’ di dipendenti del Comune
        sia sotto il profilo oggettivo -  per  i  dimostrati  numerosissimi esempi  di’   omissioni   e   di   illegittimita’   nelle   procedure amministrative e nelle scelte  del  vertice  politico,  che  si  sono rilevati  strumentali  al   perseguimento   degli   interessi   degli appartenenti non soltanto alla locale famiglia mafiosa, ma anche  dei piu’ generali fini di cosa nostra operante su quel territorio.

Se da una  parte,  infatti,  e’  vero  che  la  mera  sussistenza  direlazioni parentali tra esponenti del governo locale  (assessori  e/o consiglieri comunali) oppure  tra  dipendenti  dell’ente  e  soggetti appartenenti alla famiglia mafiosa che ‘regge’  quel  territorio  non sono  di  per  se’  indicativi   per   determinare   il   verificarsi dell’intreccio fra Amministrazione e criminalita’, che costituisce il presupposto  per  l’adozione  del  provvedimento  di  rigore  di  cui all’art.143 del D.L.vo n. 267/2000, dall’altra parte e’ pur vero  che tale circostanza puo’ validamente costituire  un  ‘comodo’  substrato sul quale vanno a proliferare situazioni  di  illegittimita’  che  si rivelano  strumentali  al   conseguimento   degli   interessi   della criminalita’ organizzata. Questo accade tanto piu’ facilmente  quanto maggiore  e’  la  presenza  nei  punti  chiave,  e   percio’   stesso maggiormente sensibili, dell’amministrazione  di  soggetti  collegati piu’  o  meno  da  vicino  ad  esponenti  della  stessa  criminalita’ organizzata.

Tale situazione e’ stata riscontrata presso il Comune di’ Isola delle Femmine dove, come e’ stato piu’ volte evidenziato, esiste una  fitta rete di rapporti di parentela e di cointeressenze  economiche,  anche risalenti nel tempo, tra assessori,  consiglieri  e  dipendenti,  non soltanto tra di  loro  ma  anche  con  gli  appartenenti  alla  vasta famiglia dei “Omissis”, il cui patriarca e’ “Omissis”.

Sotto tale profilo, non puo’ certo  considerarsi  casuale  la  scelta operata dal Sindaco “Omissis” di nominare quale assessore  un  nipote acquisito del capo mafia o quella di continuare ad affidare i settori strategici della gestione del patrimonio comunale (l’ufficio  tecnico nella parte dei  lavori  pubblici  e  delle  manutenzioni)  all’arclt “Omissis”, parente di noti esponenti mafiosi di questo capoluogo,  la cui  condotta  ‘poco  trasparente’   ha   portato   all’adozione   di provvedimenti, come si  e’  visto,  che  hanno  chiaramente  favorito soggetti contigui alla consorteria mafiosa.

La forza  di  assoggettamento  dell’azione  amministrativa  dell’ente locale e’ stata riscontrata, peraltro, non solo a fronte  di  “grossi affari”  su  lavori  pubblici  di  rilevante  importo  ma  anche   su circostanze apparentemente meno significative, quali quelle  relative al rilascio di titoli concessori,  alla  prestazione  di  servizi  di manutenzione, alla gestione dei rapporti  di  locazione,  circostanze tutte che, lette  nel  loro  complesso,  restituiscono  il  desolante quadro di un ente pubblico  in  balia  degli  interessi  della  parte malata  della  comunita’  locale,  incapace  di  assolvere  alla  sua primaria funzione di cura  dell’interesse  pubblico  e  generale  nel rispetto   della   legge,   focalizzato   sul   buon   andamento    e l’imparzialita’, in conformita’ ai principi di cui all’art. 97  della Costituzione.  Un altro segnale particolarmente significativo  della  condizione  di ‘soggiacenza’ dell’ente locale, rispetto alla logica prevaricatrice e predatoria del  consesso  mafioso,  e’  costituito  dalla  dimostrata incapacita’ di  adottare  una  seria  e  rigorosa  azione  tesa  alla effettiva riscossione delle entrate comunali, figurativamente segnate ma di fatto neglette senza un vero ed incisivo intervento per il loro recupero.

Non si ritiene, del resto, plausibile  che  lo  stesso  Sindaco,  nel corso di tutti gli anni in cui e’ stato coinvolto nella gestione  del Comune di Isola delle Femmine - prima da Vice Sindaco rispetto al suo amico-nemico “Omissis” e da otto anni da titolare dell’Ente - non  si sia mai accorto delle modalita’ con le quali venivano aggiudicati gli appalti per la realizzazione di’ opere pubbliche o delle  distorsioni che venivano poste in essere in occasione del rilascio di concessioni edilizie,  specialmente  in  un  territorio  cosi’  martoriato  dalla speculazione urbanistica quale quello isolano, ovvero che  non  abbia mai posto  in  essere  alcuna  attivita’  concreta  per  affidare  la gestione del patrimonio e delle  finanze  comunali  a  funzionari  di spessore, in grado di operare un efficace azione di risanamento della disastrosa situazione delle casse comunali. Conclusivamente, ritiene  lo  scrivente  che,  alla  luce  di  quanto riscontrato  e  rassegnato,  sussistano  quei  concreti,  univoci   e rilevanti elementi, di cui alI’art 143 co.1 del d.lgs. 267/2000,  che comprovano la presenza di forme di  condizionamento  da  parte  della criminalita’ organizzata mafiosa, tali da determinare  un’alterazione del procedimento di formazione della volonta’ degli organi elettivi e di quelli amministrativi e  di  compromettere  il  buon  andamento  e l’imparzialita’ dell’Amministrazione comunale di Isola delle  Femmine ed anche il regolare funzionamento dei servizi a essa affidati.  
In conclusione  si constata che a distanza di 16 mesi  dallo SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE di Isola delle Femmine per Infiltrazioni MAFIOSE   e di contemporaneo insediamento della COMMISSIONE STRAORDINARIA GOVERNATIVA :
Nulla SEMBRA cambiato!:
Continuano a permanere delle FORTI criticita’  (COSì COME SEGNALATO NEL DECRETO) IN TUTTI I SETTORI 
In tali settori sono ancora operativi proprio quei”burocrati”) segnalati nella relazione prefettizia, non solo, vengono incentivati con carichi di lavoro di responsabilità






http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/03/caro-signor-sindaco-prof-gaspare.html





“ … Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura che dona all’uomo il suo vero potere ”.

LA COSA PIU TERRIBILE E' LA MAFIA DELL'ANTIMAFIA



......In altri termini,proprio a partire dagli anni settanta si registra anche nei luoghi come Isola delle Femmine un “salto di qualità” dell’azione di Cosa Nostra, legato all’urbanizzazione susseguente all’abbandono delle campagne. Le cosche spostano i loro interessi. Dall’economia agricola passano al settore commerciale e industriale. In particolare intervengono nel campo dell’edilizia e dei lavori pubblici.

Ma Enea Vincenzo, dopo i reiterati atti di danneggiamento subiti, non si piega alla richiesta di Bruno Francesco di costituire con lui una società di fatto impegnata nell’edilizia e questo gli costerà la vita.
IN altri termini Enea Vincenzo rimane vittima dei contrasti con “un’impresa ad infiltrazione mafiosa”, ossia la B.B.P., un soggetto economico che instaura con il sodalizio mafioso, cappeggiato da Riccobono Rosario e da personaggi come Bruno Francesco e Lo Piccolo Salvatore rapporti stabili di connivenza, accettandone i servizi offerti e ricambiandoli con altri servizi ed attività complementari.
Non a caso, nel momento del contrasto con la società B.B.P., Enea Vincenzo subisce danneggiamenti nei cantieri e la proposta di bruno Francesco, “uomo d’onore” vicino a Riccobono Rosario, di costituire una società di fatto per attività nell’edilizia; e quando i fratelli D’Agostino cercano di aiutare l’Enea Vincenzo per risolvere i problemi con la società B.B.P. si rivolgono proprio a Riccobono Rosario referente mafioso indiscusso per risolvere certi problemi…..pag 56 Sentenza 864 2013 




ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE ADDIO PIZZO 5 PAG 1
CITATO A PAG  13 DECRETO SCIOGLIMENTO COMUNE DI ISOLA 






ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE ADDIO PIZZO 5  PAG 9 CITATA A PAG 14 ( SCUOLA MATERNA DI CINISI ) DEL
DECRETO DI SCIOGLIEMENTO COMUNE DI ISOLA 



"Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria Grazia” licenza 13/08 illegittima?

Regione Sicilia
Dipartimento Regionale Urbanistica
Servizio II° U.O.2.1.




Prot 48676 29.7.2010
Prot Isola 11019 10 agosto 2010

OGGETTO: Comune di Isola delle Femmine Accertamento ispettivo su segnalazione della Regione Carabinieri Sicilia, Stazione di Isola delle Femmine riguardo il rilascio della Concessione edilizia n. 13/08 alle  “Sorelle Pomiero s.n.c.”.
Contestazione ex art 53 L.R. n 71/78

Raccomandata A.R.


Al Responsabile del settore III° dell’U.T.C.
I Servizio: Urbanistica ed edilizia privata
Largo Colombo 1 del Comune di
Isola delle Femmine

Alla Signora Pomiero Maria Grazia
Legale rappresentante delle “Sorelle Pomiero
s.n.c. di Pomiero Maria Grazia”
Via Salvatore D’Acquisto 2
Isola delle Femmine

Al Geom Impastato Giovanni
Via Falcone 84
Isola delle Femmine

e p.c. al sig Sindaco
Del Comune di
Isola delle Femmine

Al segretario Comunale di
Isola delle Femmine

Alla Regione Carabinieri Sicilia
Stazione di
Isola delle Femmine

Al Servizio 5/DRU Vigilanza Urbanistica
Sede

A seguito della specifica richiesta della regione Carabinieri Sicilia – Stazione di Isola delle Femmine prot n 148/1 del 16/5/2009 (assunta al prot assessoriale al n 37567 il 18/5/2009, con D.D.G. n 770 del 21/7/2009, è stato disposto apposito intervento ispettivo mirato all’accertamento della sussistenza o meno di profili di illegittimità sulle procedure per il rilascio della Concessione edilizia n 13/08, che codesto Comune ha rilasciato alla ditta “Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria Grazia” per la realizzazione di 3 villette in zona “C2”, in assenza di Piano di lottizzazione.
In Ordine a detta Concessione edilizia, si ritiene che per la stessa sussistono i requisiti di annullamento di cui all’articolo 53 della L.R. 71/78, in quanto dall’esame degli atti ed elaborati acquisiti in sede ispettiva, sono stati rilevati elementi che portano a ritenere illegittima la Concessione edilizia n. 13 del 14/5/2009, che il dirigente responsabile pro-tempore del III° Settore dell’U.T.C. I° Servizio Urbanistica ed edilizia privata ha rilasciato alla ditta “Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria Grazia”.
In particolare si rileva che:
1)    il lotto di terreno su cui insistono i progetti oggetto di concessione n 13/08, non possiede le caratteristiche di lotto intercluso, entro cui potrebbero essere rilasciate concessioni edilizie, in  quanto si, il lotto si affaccia su pubblica via, ma nessuno degli altri due lati comprende un lotto edificato;
2)    la mancanza di un processo di urbanizzazione già realizzato pressoché interamente.
3)    Impossibilità dell’Amministrazione Comunale di procedere alla monetizzazione delle opere di urbanizzazione secondarie, in considerazione che i vincoli preordinati all’esproprio erano già decaduti (P.R.G. approvato con D.A. n. 83/1977)
A ulteriore chiarimento ed a supporto di tali rilievi, si allega alla presente copia dell’atto ispettivo, nelle parti salienti, che condiviso si pone a supporto delle motivazioni della presente contestazione.
Per quanto sopra rappresentato si formula, ai sensi e per gli effetti dell’art 53 della L.R. n 71/78, formale contestazione sulla  legittimità della concessione edilizia n 13/08, rilasciata alla ditta “Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria Grazia” e sui conseguenti atti comunali, rilasciata dal Responsabile del Dirigente responsabile pro-tempore del III° Settore dell’U.T.C. I° Servizio Urbanistica edilizia privata e si ingiunge, qualora i lavori fossero iniziati, la contestuale sospensione degli stessi.
In ordine alla presente, ai sensi e per effetto del comma 3 dell’art 53 della L.R. n 71/78, le SS.LL. potranno formulare e presentare proprie controdeduzioni entro il termine di 30 (trenta) giorni dalla data di ricezione della presente.

IL dirigente dell’U.O. 2.1.
Arch N Corradino

IL Dirigente del Servizio II°
Arch E. Quirino

Verbale Commissione Edilizia 2007
PARCO URBANO?
Cosa dice la CEC!

ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE "la concessione in argomento sarebbe da ritenere illegittima" pag 38 del decreto di scioglimento del comune di Isola delle Femmine



NON E' COMPRENSIBILE, QUINDI, I MOTIVI PER CUI L'ARCH "OMISSIS" ABBIA,
IN PRIMA ISTANZA, RILASCIATA LA CONCESSIONE E, SUCESIVAMENTE,
NON ABBIA PROVVEDUTO ALLA REVOCA IN AUTOTUTELA DEL SUDDETTO
PROVVEDIMENTO, COSI' COME PROSPETTATO DALLO STESSO NELLA
COMUNICAZIONE  INOLTRATA A PROCURA DELLA REPUBBLICA E COMANDO CC DI
ISOLA DELLE FEMMINE
NON RISULTA, INFATTI CHE LA CONCESSIONE EDILIZIA IN ESAME SIA
MAI STATA REVOCATA. ( pag   41 decreto di scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine per in filtrazioni mafiose Novembre 2012 )


ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO)


Scioglimento Consiglio Comunale Isola Delle Femmine Gran Bar Pag 50 55 del decreto di scioglimento del comune di Isola ola delle Femmine  by Pino Ciampolillo




“OMISSISIS”, NATO A PALERMO “OMISSIS”, NIPOTE DEL CAPOFAMIGLIA “OMISSIS” (CL “OMISSISIS”)   IN QUANTO FIGLIO DEL FRATELLO MAGGIORE DI QUESTI  “OMISSISIS”, E’ TITOLARE DEL BAR PASTICCERIA  “OMISSISIS”, UBICATO IN ISOLA DELLE FEMMINE IN  “OMISSISIS”, CON SEDE LEGALE IN VIA“OMISSIS” (LUOGO DI RESIDENZA DEL TITOLARE ), LO STESSO E’ INOLTRE, FRATELLO   DELLA MOGLIE DELL’ASSESSORE COMUNALE  OMISSIS”
IL PREDETTO ESERCIZIO COMMERCIALE RISULTA ESSERE  STATO OGGETTO DI UN AMPLIAMENTO MEDIANTE STRUTTURA METALLICA MODULARE IN FORZA DELL’AUTORIZZAZZIONE EDILIZIA N  OMISSIS”, RILASCIATA DAL SINDACO PPRO TEMPORE DI ISOLA DELLE FEMMINE OMISSIS”. ANCHE TALE AUTORIZZAZIONE RISULTA VIZIATA E PUO’ ESSERE CPONSIDERATA PARTICOLARMENTE INDICATIVA DELLO STATO DI ASSOGGETTAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLA LOCALE FAMIGLIA MAFIOSA  (pag 55 del decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine novembre 2012) 


ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 


ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 





ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 







ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 


BRUNO,POMIERO,COPACABANA,PUGLISI,ADDIO PIZZO 5,SPALLINA,PULIZZI,DI
MAGGIO,PORTOBELLO,CUTINO,GRAN BAR,EVOLA,CINA',MORGANTINA,BADALAMENTI,ENEA,BILLECI,FINAZZO,FRANZESE,SPATARO,BBP,


ISOLA DELLE FEMMINE PD TRA MAFIA ANTIMAFIA E I QUAQUARAQUA....

venerdì 7 giugno 2013

Isola delle Femmine. Omicidio Enea, intimidazione al blogger di IsolaPulita e alla famiglia dell'imprenditore ucciso In una lettera anonima presi di mira anche i magistrati Del Bene e Ingroia







Dedicato a tutti quelli che per convenienza, per vigliaccheria, per  interessi .…, dicono che a Isola delle Femmine la mafia non esiste,
OH YES!!!!!!
Dedicato a tutti quelli che pensano che la mafia a Isola delle Femmine non esiste perché non  “sparano un bel colpo in testa”  a   chiunque trovi la forza il coraggio (il dovere civico) di parlare di denunciare,
OH YES!!!!!!

Dedicato a tutti quelli che pensano che far prevalere la legalità combattere l’ingiustizia far vincere il diritto fare emergere la VERITA’ sia roba da sbirri da “infami” e da “celebro leso
OH YES!!!!!!

8 GIUGNO 1982 ASSASSINIO A ISOLA DELLE FEMMINE DI VINCENZO ENEA

21 MAGGIO 2013 REQUISITORIA DEL P.M. FRANCESCO DEL BENE CON LA RICHIESTA DI 30 ANNI DI CARCERE AL BOSS MAFIOSO FRANCESCO BRUNO

22 MAGGIO 2013 IL GIUDICE MOROSINI LEGGE LA SENTENZA DI CONDANNA A 30 ANNI PER IL BOSS BRUNO FRANCESCO PER AVER ASSASSINATO IL COSTRUTTORE VINCENZO ENEA

23 MAGGIO 2013 21° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN CUI MORIRONO IL GIUDICE GIOVANNI FALCONE LA MOGLIE MORVILLO E GLI UOMINI DELLA SCORTA

8 GIUGNO  2013 31° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE PER MANO DELLA MAFIA DEL COSTRUTTORE DI ISOLA DELLE FEMMINE VINCENZO ENEA (nella messa di suffragio odierna, l'officiante  non ha ritenuto necessario esprimere,  alla famiglia e ai tantissimi onesti Cittadini di Isola delle Femmine,  parole di solidarietà  e/o  di partecipazione e/o di condanna per il barbaro assassinio) 

Isola delle Femmine. Omicidio Enea, intimidazione al blogger di IsolaPulita e alla famiglia dell'imprenditore ucciso In una lettera anonima presi di mira anche i magistrati Del Bene e Ingroia

“Per l’omicidio di Vincenzo Enea i giudici hanno condannato un innocente”. E’ in sintesi il contenuto di una lunga e articolata lettera anonima recapitata qualche giorno fa al blogger di Isola delle Femmine, Pino Ciampolillo, promotore di numerose denunce contro l’illegalità e battaglie ambientaliste. La missiva, spedita da Palermo, adesso è al vaglio dei carabinieri e del magistrato Francesco Del Bene, che ha chiesto e ottenuto qualche settimana fa dalla corte d’Assise di Palermo la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, già all’ergastolo per un altro fatto di sangue, accusato di avere fatto parte del commando che uccise l’imprenditore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea. L’anonimo racconta in modo dettagliato i momenti dell’agguato, avvenuto l’8 giugno del 1982 e punta il dito contro i giudici, definendoli incapaci perché hanno punito anche in questo caso la persona sbagliata. Contrariamente a quanto avviene tutt’intorno, secondo l’estensore della lettera, a Isola delle Femmine non c’è mai stata mafia. Circostanza, questa, che ha tenuto in vita un personaggio “indiscreto” come Pino Ciampolillo. Non mancano, poi, offese ed epiteti pesanti all’indirizzo dell’imprenditore ucciso e dei suoi sei figli. Rivolgendosi a Ciampolillo lo invita, se ha coraggio, a pubblicare la lettera integralmente nel suo blog “Isolapulita”. Una seconda missiva, scritta a mano, sarebbe stata recapitata nella stessa giornata alla locale stazione dei carabinieri. Anche in questo caso il contenuto è al vaglio degli inquirenti. E comunque, sarebbe simile all’altra nota, stampata invece al computer. L’omicidio di Vincenzo Enea era rimasto irrisolto per oltre 30 anni. Le rivelazioni di alcuni pentiti di mafia e le deposizioni dei figli dell’imprenditore, alcuni mesi addietro, hanno indirizzato i magistrati Del Bene e Ingroia verso Francesco Bruno, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio del carinese Stefano Gallina.
7/6/2013 | 12:39
CITTADINANZA ATTIVA CONTRO LA MAFIA A ISOLA DELLE FEMMINE
COMITATO DELLA  LEGALITA’ A ISOLA DELLE FEMMINE
COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA 
notizie correlate:

  • ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

mercoledì 22 maggio 2013

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell'omicidio dell'imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l'8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d'Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l'agguato, preceduto dall'assassinio di Emanuele D'Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell'imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.
Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise. Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno   nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea  nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando  uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante   le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova,  da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti   
Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI 
CORSO ITALIA   COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE "PRESUMIBILMENTE" INVADE L'AREA DEI CARDINALE EREDI  INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO 
ENEA VINCENZO  IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE 
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ  IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI 
DOPO L'OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI "PRESSIONE E/O VESSAZIONE" NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA:  "non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l'area degli EREDI CARDINALE"

Enea Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull'omicidio

Ergastolano Siciliano l'ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e  grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull'omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell'anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del  processo "tempesta". La speranza da parte dei figli che l'apertura delle indagini possa portare all'individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.
CAPACI ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La strage degli innocenti

LEGGIO SPACCO' IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S.  il Sindaco di Isola delle Femmine Professore Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola delle Femmine
http://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/
MICALIZZI MICHELE: genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE: elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO: rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe, a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato all'ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio della cooperativa edilizia Liberta'. Reggeva i contatti con alcuni membri della famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO (zu' Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente, a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi oscuri. E' attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il 22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid l'8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO: nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano. Arrestato con il padre a Madrid l'8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**): Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid l'8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D'AGOSTINO EMANUELE: elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu'. Fedelissimo di Bontate, scompare dopo la morte di quest'ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO: catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a Besano. Era il guardaspalle di quest'ultimo. Traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO: di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina ed i vantaggi.

Il Giudizio abbreviato
E’ un rito alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del Pubblico Ministero.
Non verranno – di norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra nella stanza del Giudice).
La richiesta di Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo di reato.
Il processo in abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura speciale.
L’abbreviato – dopo il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del difensore.
Può partecipare anche la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa – deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è “secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la celebrazione del processo con il rito ordinario.
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Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può chiedere che si proceda con il  Giudizio abbreviato, così non può avanzare nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla difesa).
La richiesta delle nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre prove contrarie.
In ogni caso, qualora il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone (sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato “normale” che condizionato).
La Sentenza del Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a seguito di celebrazione con il rito ordinario.
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Il Giudizio abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§                         Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§                         Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle indagini);
§                         Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal  momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive (testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi” della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine correlate:

§                         Il Giudizio abbreviato. I vantaggi.
§                         L’udienza preliminare. Gli scopi e la disciplina.
§                         Il Giudizio Immediato. Peculiarit , particolarit e…
§                         Il giudizio “per direttissima”
§                         Il C.d. “patteggiamento”.
http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/
B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D' AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA